Iniziative delle scuole

Scuola De Scalzi-Polacco: ultimo numero de La bomba della V B 

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Salotto letterario in 2A Bertani

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Ambaraba’ ricicloclo cl. 5e sc. prim. GRILLO

Il 28 maggio nella cornice di Palazzo Ducale, Le classi quinte Grillo sono state premiate per la partecipazione a due progetti nazionali : Ambaraba’ ricicloclo’ del consorzio Ricrea ottenendo una menzione d’onore per il limerick inventato e Il sognalibro di Andersen ottenendo una menzione speciale e la trasformazione del disegno in 500 segnalibri! 

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"RicicliAMO la sapienza”, percorso di ed. civica della 1B Bertani

RicicliAMO.zip

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Papiri- Video realizzato dalla classe 4B De Scalzi

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Storie di classe per tutti i gusti 4B De Scalzi-Polacco

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Progetto "Stop Fake News": il Dott. Mastrolonardo conduce una lezione molto partecipata agli alunni della scuola Bertani

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Concorso Biblioteca De Amicis " Una DeA di cinquant'anni. Dal verde all'azzurro: la biblioteca immaginaria" classe 4B Daneo

"Gregorio, Filorgio, una tarantola e la mongolfiera"

Il testo della storia "Gregorio, Filorgio, una tarantola e la mongolfiera" è stato elaborato dalle bambine e dai bambini della classe Quarta B della Scuola Primaria "Giovanni Daneo" di Genova per la partecipazione al concorso " Una DeA di cinquant'anni. Dal verde all'azzurro: la biblioteca immaginaria".
Il testo è accompagnato da un disegno, realizzato su cartoncino.  
La classe è composta da 20 alunni, che hanno lavorato con passione, per quasi un anno e mezzo alla realizzazione di questo testo, nato, in realtà, in precedenza, quale esperimento di scrittura creativa, guidato dall'insegnante Laura Anania; una volta appresa la notizia del concorso, si è deciso allora di convogliarlo in questa nuova avventura compositiva. 
Non è stato facile arrivare al risultato che potete leggere oggi. La cosa meno complicata, e non poco sorprendente, per quanto mi riguarda, è stato l'utilizzo delle figure retoriche: la metafora e la similitudine, ma anche della sinestesia, per rendere efficaci alcune immagini fantasiose, altrimenti davvero difficili da esprimere con un racconto dettagliato di tipo più realistico. Leggerete così di braccia di vento che corrono per le stanze in cerca di un'uscita, nuvole morbide e spettinate come zucchero filato, un cielo buio che piove e altre immagini che a mio parere sfiorano il linguaggio poetico.
Certamente, ai bambini è stato spiegato, per dovere di precisione e per trasparenza didattica, che cosa siano le figure retoriche, ma nessuno pretende per ora che se ne ricordino i nomi e, ancora di più, che ai nomi sappiano associare le relative soluzioni linguistiche. Ma intuitivamente ne conoscono l'esistenza e hanno dimostrato di saperle utilizzare al meglio, quando occorra. 
Tutto ciò che è scritto in questo testo è scaturito dall'immaginazione dei bambini e nulla è stato forzato. 
L'utilizzo di un linguaggio più ricercato e meno "banale", laddove è stato possibile, è il risultato di un difficile e delicato lavoro di ricerca lessicale, legata alle differenti situazioni che fanno da sfondo al racconto.  
Per fare un esempio: se l'ambiente è un paesaggio avvolto dalla nebbia, si è parlato a lungo, fino a sviscerare l'argomento: di che cosa sia in realtà la nebbia dal punto di vista scientifico, come si origini, quali siano gli effetti che esercita fisicamente sulla percezione di quanto ci circonda attraverso i nostri sensi; i bambini hanno quindi raccontato le loro esperienze di incontro con questo fenomeno e le loro sensazioni.
Scendendo (o, anzi, meglio, salendo) poi sul piano più prettamente linguistico, si è esplorato quanto la nostra lingua ci possa fornire per poter descrivere quelle stesse condizioni fisiche, sensazioni, emozioni... E, insieme, si è poi deciso quali utilizzare e perché. 
Questo modus operandi si è affrontato ogni volta che il quadro in cui la storia si muoveva registrava un cambiamento o quando compariva una situazione che coinvolgeva sensazioni diverse. 
In tutto questo, certo, i bambini sono stati guidati e stimolati, però le parole che ho materialmente fissato sul foglio che vi ho inviato non sono le mie, ma le loro.
Hanno partecipato proprio tutti i bambini, nessuno escluso. Questo è il motivo di una gestazione tanto lunga.
Ecco, per onestà devo dire che il titolo l'ho dovuto, alla fine, scegliere io, perché abbiamo concluso il lavoro il venerdì pomeriggio precedente il termine ultimo di consegna e non ho più modo di vedere i bambini, ma sono ragionevolmente quasi certa, avendovi lavorato con loro così a lungo, che approverebbero in maggioranza la scelta. Me ne assumo, comunque, la responsabilità, naturalmente.
Gregorio ormai è diventato un nostro compagno di scuola. Lo conosciamo bene.  
Io vi ringrazio, con tutto il team della mia classe, e con i nostri "mostrilli", come li chiamiamo affettuosamente noi insegnanti, per la preziosa occasione di riflessione linguistica trasversale che questo lavoro ha stimolato e per quanto può aver lasciato nel cuore, oltre che nella costruzione del loro sapere, in ciascuno dei nostri 20 piccoli scrittori. 

Le insegnanti e i bambini della 4 B Daneo

P.S. Il titolo è stato pienamente approvato "a posteriori" dagli Autori.

24/03/2022

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Penultimo numero del giornalino "La bomba della V°B" De Scalzi Polacco

La Bomba della VB (in collaborazione con 2A, 3B, 4B, 5A) N. 2, febbraio 2022

La Bomba della VB N. 1, nov-dic. 2021

La Bomba della VB numero 0

Allegati
Storie_di_classe_per_tutti_i_gusti_4B_De_Scalzi-Polacco.pdf